martedì 6 agosto 2013

Scusate se per tanti anni vi ho fatto credere di avere ancora qualcosa da dire… che prima o poi avrei tirato fuori dal cilindro qualcosa di nuovo. Temo non sarà così. Mi piacerebbe almeno raccontarvi come e perché non ho più nulla da raccontarvi, ma l'ha già fatto qualcuno, come meglio non si poteva fare.

Non c'è la parte nel film; non c'è neanche il film...

Chiudo ufficialmente la BF. Dopo vent'anni. Diciannove e spiccioli, per l'esattezza.
Grazie in egual misura a chi c'è stato sempre, a chi c'è stato a singhiozzo, a chi c'è stato troppo o troppo poco; a chi non si è mai reso conto di essere stato troppo ingombrante e a chi non si è mai reso conto di essere stato troppo assente; a chi non ha mai smesso di rompermi le scatole e a chi è scomparso senza motivo, a chi... ma ho davvero voglia di finire questa frase?

Forse è semplicemente così: sono come lui, non vi ho saputo voler bene. Ma vi do una buona notizia: sto imparando.
Un abbraccio e un vaffanculo
V.

domenica 19 febbraio 2012

Resoconto Serata Baedogno - terza parte

Passiamo infine, a grande richiesta della Cascio, a "Imago Daemonis", film che sembra - a quanto mi dicono - aver tolto il sonno a un regista bresciano di nostra conoscenza, che sembra forse averci trovato strani rimandi a teorie eretico/esoteriche non meglio precisate. La cosa di certo non toglie il sonno a me.
I ragazzi mi fanno notare la buona presenza cinematografica e l'accettabile dizione (in un mondo di insopportabili brescianotti - ma all'epoca nessuno lo faceva notare; le prime, massacranti critiche per l'imperante cadenza camuna dei prodotti BF arriveranno con "Idiozia e sogno", con qualche assaggino già in Eddy - tanto che la mia amica emiliana Daumier mi chiese, dopo la proiezione: "Ma parlate veramente così?") dell'interprete femminile del film. E mi rendo conto che Fra sia stata - forse - l'unica donna che, nella storia BF, più si sia avvicinata a qualcosa che possa assomigliare a un qualche vago ideale di recitazione.

Certo, l'affidabilità della persona durante le riprese era tutta un programma… esilarante l'episodio in cui, non vedendola arrivare e non rispondendo - lei - al telefono, Sin Conn partì col suo Ciao Piaggio bianco per andare a vedere che fine aveva fatto e lei, ad un'ora improponibile tipo le 10.30, uscì di casa ancora in pigiama, quando c'eravamo lasciati la sera prima con la promessa che ci saremmo rivisti intorno alle 9… Ma, quanto ad affidabilità e malleabilità dei soggetti femminili, la storia dice che le cose non sarebbero per nulla migliorate. Con ogni probabilità Fra sarebbe ritornata (già ne avevamo parlato e le avevo fatto leggere anche parte della sceneggiatura) pure nel film che era in programma nell'estate del 2001, il cui titolo… mannaggia, mi sfugge. Mi spiace molto che quel progetto sia sfumato… avremmo sperimentato un prodotto diverso, più vicino alla sensibilità della nostra età. Una cosa un po' "alla Dawson's Creek" (che andava parecchio di moda all'epoca), direbbero i maligni. Fu DelSintagma a porre il veto, anche se - a suo modo - "implicitamente". Nel senso che, nel bel mezzo delle riprese, partì per il mare. E io non ebbi la forza/caparbietà di tentare di concludere le riprese dopo la sua partenza; forse non credevo a sufficienza nel progetto. In ogni caso, sono sincero, quel film non so se sarei stato in grado di portarlo a termine. Ma sarebbe stato l'anello di collegamento mancante tra "Imago" e il presente. Se avessi girato quel film, "Eddy Lamendi's Story" non avrebbe avuto senso di esistere, dato che lo scrissi solamente per poter riproporre un'altra volta - l'ultima - il trio Baedogno, Conn, DelSintagma; e per fare ciò mi serviva una storia leggera, idiota, su cui DelSintagma non avrebbe avuto molto da dire. Operazione riuscita, certo, ma inutile. Quel genere di film già sapevo farlo, e non avevo bisogno di dimostrare di saperlo fare.
Se avessi girato quel film, effettivamente con buone probabilità non sarebbe esistito nemmeno "Idiozia e Sogno", che altro non è che una dichiarazione di poetica sul modo "baedognesco" di intendere l'intrattenimento cinematografico. Per fortuna buona parte del materiale girato lo riuscii a riciclare nella scena iniziale (il sogno - manco a dirlo) di "Eddy Lamendi's Story". Mi fa molto piacere che sia rimasta traccia di quel progetto, cui sono molto legato e che avrebbe cambiato radicalmente la storia della BF. Per la verità, avevo già provato diverse volte a tentare progetti simili: nel 1998, con un mediometraggio chiamato "Giorgia" (ma la solita idiosincrasia di DelSintagma per le cose serie mi fece desistere e ripiegare verso il più "idiota" Drillers) e poi nel 2001 (con "Il figlio del Mediterraneo", sfumato più che altro per gli impegni scolastici di quinta liceo… ma, col senno di poi, baratterei volentieri una quindicina di punti in meno alla maturità con un film in più).
L'ultima scena di "Eddy Lamendi" contiene in maniera chiara ed esplicita il "germe" di "Idiozia e Sogno" (anche se praticamente nessuno - ahimé - l'ha notato): "Ci siamo divertiti, abbiamo fatto gli idioti e abbiamo anche provato a sognare", dice Eddy nel monologo finale. Eccolo qui, è chiaramente "Idiozia", nasce qui. Ricordo una conversazione con DelSintagma, davanti a una birra, tanti anni fa. "Cos'ha significato, per te, girare tutti quei film, praticamente uno all'anno, dal 1994 al 2000?". "Fare l'idiota", rispose. L'idiozia. Ed io, oltre a fare l'idiota, volevo anche tentare di mettere in scena i sogni. Sogni ad occhi chiusi, ad occhi aperti, sogni inventati, sogni sfocati, sogni inesistenti. Sogni veri o finti, ma sempre sogni.
Ci sono riuscito poco, nella storia BF, molto poco. Principalmente a causa dell'"Idiozia" imperante. In fin dei conti, credo di esserci riuscito abbastanza soltanto in "Idiozia e Sogno", soprattutto nel finale, quando finalmente tutti se ne stanno zitti, quando la "retorica" e lo "spieghino" (conditi di poco cinematografica cadenza pitota) finalmente cessano. E la Cascio (degnissima erede di DelSintagma in questo film - gliene do completamente atto) riesce ad incarnare (probabilmente senza esserne nemmeno consapevole, ma questo è il bello) entrambi i poli: l'"Idiozia" e il "Sogno". Sogna tutte le notti di morire, la Cascio, ma poi si sveglia e si stupisce, si meraviglia di essere viva. E poi, alla fine del film, dissolti alcuni dei fantasmi che le impediscono di vivere appieno "il Sogno", parzialmente si "risolve", e quel sogno non lo vive più. Però le rimane la stessa meraviglia, lo stesso stupore di fronte alla vita. Senza un motivo preciso, ma soltanto così, "per il gusto di farlo". Torna tutto. Dopo dieci anni di film "idioti" era naturale e doveroso dover ribadire in modo così netto l'esistenza del "Sogno". Presa di posizione necessaria, anche con ritardo, molto ritardo.
Mi verrebbe quasi da dire che "Scrivere non è mettere insieme vocaboli, è vedere la vita in ogni cosa che ci circonda; è farla pulsare in ogni parola". Ci sono riuscito? Troppo a sprazzi.



Scusate la (lunghissima) divagazione. Torniamo a noi. Sulla "Sigla BF" restaurata che introduce il dvd di "Imago" compare quel "1993-2003: 10 years entertaining the world" che avevo orgogliosamente inserito in coda. Mi fa riflettere che siamo quasi al ventennale e non è praticamente più successo nulla dal 2004. "Quando arrivi all'ultima pagina, chiudi il libro"... ma io continuo a credere che non sia ancora il momento… A proposito di "Sigla BF"… ma perché sotto la suddetta sigla in testa a "Idiozia e sogno" ho messo la musica electro-dance di Christian Ryder? Tanto ho usato a proposito le sue composizioni in altri contesti ("I due lati della cosa", "Impressiones videograficae non manent"), quanto qui l'ho usata a sproposito. Non c'entra nulla. Non ha senso.
Al momento dei titoli di coda, ricordo ai ragazzi le risate e gli applausi "ironici" che "Imago" suscitò al Festival di Cinema Amatoriale di Collebeato del 2003. Carlo mi fa capire che "Imago" rimane tutto sommato al di qua della linea del "trash", nonostante quella scena orrenda (realmente trash, lo ammetto) dello scontro auto-trenino con i modellini che s'incendiano. Tra l'altro, l'auto doveva realmente esplodere (il modellino, intendo), ma il mio amico-esperto di esplosivi Cominelli non riuscì nell'intento, e il povero modellino della Escort (che in realtà era una Passat, tra l'altro) invece di esplodere, col botto, si sciolse lentamente. E l'effetto finale... eccolo qua.



In definitiva, mi piace restituire a "Imago" la dignità che si merita nella storia BF. E' effettivamente il primo film dove provo a fare il regista. Mi riesce a tratti, ma ci provo. E, con Sin Conn, provo pure a scrivere una sceneggiatura. E' importante, Imago daemonis. Rivisto adesso fa un po' ridere ma è dannatamente importante. Però, trashate a parte (termine che praticamente non conoscevo nemmeno prima di conoscere la Cascio - ma perché è impossibile non parlare di trash quando c'è di mezzo la Cascio?), il medaglione che gira è una figata… e l'effetto con cui è fatto è esattamente lo stesso della macchina che salta il cancello ne "Il ritorno di Supercar".



Adoro la semplicità quand'è vestita di ingenuo ingegno. E (lo dico così, auguralmente), se un idiota di talento si veste con semplicità di ingenuo ingegno, è anche probabile che riesca a fabbricare un sogno… ma questa - forse - è la storia di un altro film. Un film che probabilmente devo ancora girare o che, altrettanto probabilmente, non girerò mai.
Grazie, amici, per aver organizzato questa serata. Forse vi siete accorti, magari inconsciamente, che l'unico, vero sogno della storia BF è la storia BF stessa.

Resoconto Serata Baedogno - seconda parte

La serata prosegue. Facciamo un salto temporale di alcuni anni e passiamo a Drillers - Smartellatori (1998-1999), interpretato dal duo comico Sin Conn e Joseph DelSintagma. La Cascio sottolinea la continuità, nel segno soprattutto dell'"idiozia", tra se stessa, in quanto attrice baedognana, e DelSintagma… e il fatto che, in "Drillers", il personaggio interpretato da DelSintagma si chiami Cassiodoro, spesso abbreviato in Cassio, rappresenta sicuramente un'inquietante e premonitrice assonanza/coincidenza. Mi fanno notare (me l'ero quasi dimenticato) la goffa presenza, sempre indosso a Sin Conn, del suo simpatico giubbottino rosso, unico baluardo posto a garantire una parvenza di continuità in un lungometraggio (l'unico della storia BF, è doveroso ricordarlo - 52 minuti circa di durata) le cui riprese iniziarono a dicembre per finire a giugno. E lui, ovviamente, è l'unico che si presta ad indossarlo anche in piena estate, mentre DelSintagma - che si spaccia per garante della continuità (e mi accorgo che nei titoli di coda è pure accreditato come tale) - passa con disinvoltura, scena per scena, dalla giacca a vento alla t-shirt.
I ragazzi sottolineano pure la "stoccafissità" degli attori (ma pure del regista, aggiungo io) durante la scena del bacio, prima sequenza "romantica" della storia BF e prima comparsa di Fra (un fiore, all'epoca) in un nostro prodotto. Diciamo pure, però, che c'è la scrittura di Sin Conn (soprattutto il flashback dove a Franco/Edo torna la memoria - un'idea sua) a compensare la scarsa efficacia della realizzazione.
C'è un aneddoto curioso a proposito di questa scena. Capita che Franco/Edo, poco prima delle riprese, venga interrogato a sorpresa in inglese. Non è preparatissimo, cosa che non succede MAI. Me ne accorgo. Il giorno prima (stranamente e per pura coincidenza) ho studiato. Mi propongo di essere sentito al posto suo. La prof, intelligentemente, accetta. Un piccolo gesto d'altruismo di cui non mi vergogno ma per che non ho citato per "tirarmela". L'ho citato perché la cosa ha, seppur indirettamente, contribuito a "convincere" Edo a girare quella scena, rispetto alla quale mi aveva confidato qualche perplessità. L'avrebbe girata lo stesso, lo so, ma la cosa ha in qualche modo "agevolato" l'operazione. Un episodio "scolastico" che ha finito per giocare a favore della causa di Drillers. Come a ribadire che negli anni del liceo un po' tutto ruota intorno ai film. La prof in questione, tra l'altro, è la stessa che si presterà (con grande autoironia) ad interrogare in letteratura inglese il per nulla "anglofono" DelSintagma in "Eddy Lamendi's Story".

Saltiamo qualche scena (il tempo non è infinito) e arriviamo alla grandiosamente epica sequenza dell'inseguimento tra la coppia DelSintagma/Cassio e Conn/Teo in scooter e la coppia Buffoli/Colosimo e Marchi/Marini in carrettino, con lancio di frutta incorporato per seminare i due cattivi.



Grande idea, questa, di Sin Conn… ricordo ancora il momento dell'elaborazione (sulla carta, intendo) della scena; all'epoca i canovacci si scrivevano durante le lezioni, al liceo, scambiandosi dubbi e perplessità su bigliettini di carta (per non farsi "beccare" dall'insegnante, ovviamente), o addirittura (essendo io e Conn compagni di banco) sui banchi stessi, in matita. Sembrerebbe quindi che molte scene dei nostri film siano nate sui banchi di scuola… letteralmente!
Chissà se le nuove generazioni, che al momento attuale bazzicano in quelle stesse aule, tra simili, incomprensibili versioni di latino, e simili, altrettanto incomprensibili delusioni amorose adolescenziali, siano consapevoli che sui pezzi di legno e formica sopra i quali elaborano tristemente i loro compiti in classe o sotto i quali rollano le loro prime sigarette sia stato concepito un sogno… Sto esagerando, vero? Chiedo venia.

Altre curiosità a proposito di Drillers - Smartellatori (alcune delle quali meriterebbero un approfondimento specifico) su questo vecchio post.

Resoconto Serata Baedogno - prima parte

La ghenga del "Democristiano", capitanata da quella pazzoide della Cascio, ha deciso di organizzare una "serata Baedogno", per proiettare e commentare vecchiume e cimeli video/cinematografici prodotti dal sottoscritto. Ospite (casa, tagliatelle e vino) il "collega" Piero Galli.
Lusingato, emozionato, quasi commosso (anche se ovviamente cerco di dissimulare il più possibile, sport in cui modestamente me la cavo) non posso fare a meno di accettare. Mi chiedono di portare di tutto, e io porto di tutto. Tutti i mediometraggi della "serie classica" (Il ritorno di Supercar, Euak e Uak, I Tre del Ciclostile), più qualche riedizione in digitale (Drillers e Imago Daemonis), più varie chicche e altre produzioni parallele. Tralascio, ovviamente, gli ultimi lavori; anche se, per scrupolo, mi porto dietro l'edizione completa (con backstage) di Eddy Lamendi's Story. Che proprio "ultimo lavoro" non è, dato che sono già passati dieci anni (sì, proprio così), 10 anni! Mi pongo il problema che alla serata manchino alcune persone importanti per la storia della Baedogno Films, e lo faccio presente alla Cascio… ma non sono io ad aver organizzato la serata, ed è giusto così. Magari replicheremo in futuro, più in grande. Ma forse è meglio di no.
La scelta per la scaletta (da me non imposta) ricade su tre lavori principali.
Si comincia da "Il ritorno di Supercar" (1995-1996). Caro, vecchio analogico… all'epoca si girava e montava in Vhs-C. Durante la proiezione ricordo nostalgicamente con Carlo le stregonerie tecniche che era necessario inventarsi per fare qualunque cosa che non fosse un semplice stacco. Un'impresa, considerando che nel film ci sono titoli in sovrimpressione, musica di sottofondo e pure effetti speciali. Ripensandoci ora, mentre scrivo, mi viene pure in mente una serata dell'inverno del 1996 (forse) a casa credo di Sara G., la prima attrice della storia della BF, in cui qualcuno propose l'ennesima proiezione de "Il ritorno di Supercar", che subito si tramutò in massacro (per il sottoscritto), e fioccarono commenti e sottolineature su ogni imperfezione tecnica e incongruenza narrativa presente. Quella sera ci rimasi malissimo, malissimo. Ho superato la cosa, devo ammetterlo (se non l'avessi superata - cosa che potrebbe pure essere, ma non lo è - lo direi), comunque ci rimasi malissimo. Ma mi sarei rifatto. Per quanto riguarda le imperfezioni tecniche mi sarei rifatto già con "Euak e Uak", dell'anno successivo, che è appunto privo delle "imperfezioni tecniche" de "Il ritorno di Supercar"… anche se, ad essere sinceri e rivedendo il film a distanza di anni, si tratta di cose assolutamente trascurabili, oserei dire addirittura imprescindibili dato che al tempo si montava con il tasto pausa del videoregistratore… perché tutti i lavori BF fino a "Imago Daemonis" compreso sono montati con la pausa del registratore (VHS o S-VHS che fosse, ma non fa differenza). Per quanto riguarda, invece, le incongruenze narrative c'avrei messo un po' di più a rifarmi, e a tale scopo mi sarei servito dell'aiuto prezioso di Sin Conn, validissimo appoggio anche nella stesura dei soggetti. I frutti di tale collaborazione si vedono già a partire da "Euak e Uak", se non altro perché si tratta del primo film BF con un copione scritto (e non un canovaccio improvvisato al momento). Credo che il nostro lavoro più riuscito sia, in questo senso, "Il Gallo di Ramperto". Ho la presunzione di dire che siamo riusciti, in quel caso, a dar lustro in modo elegante ad una sceneggiatura (l'originale) piena di buchi, valorizzando al contempo la buona idea di partenza.
Ne "Il ritorno di Supercar" c'è pure quell'effetto speciale in cui la Fiat 500-Kitt salta un cancello (ovviamente di casa mia) con il Turbo Boost. I ragazzi mi chiedono come ho realizzato l'effetto. Ricordo che è il 1995 e non ci sono computer per fare titoli, effetti o robe simili, o meglio, ci sarebbero anche, ma non sono certo alla portata delle tasche di un ragazzino di terza media, anche e soprattutto perché all'epoca avevo a disposizione solo un (già vetusto) 386… Spiego che l'effetto è realizzato facendo "scivolare" con le mani, una sopra l'altra, una fotografia laterale ("2d") della 500 (scontornata con le forbici) e una fotografia scattata dal pilastro del cancello di casa mia; il tutto ripreso con la funzione "strobe" della videocamera per dare una vaga impressione di "ralenty". Non mi credono. Mi spiego meglio e alla fine - forse, ma è laborioso - vengo capito. E l'effetto - pur nella sua precaria e vistosa "fintezza" - stupisce ancora per quanto sia riuscito.



Un gusto, questo, per una certa "artigianalità" produttiva, ovvero per l'ottenimento del "massimo risultato coi minimi mezzi", che mi porterò dietro con orgoglio pure nelle produzioni successive. Una specie di "understatement cinematografico", di "low profile intrinseco" che - forse - devi avere dentro per riuscire a capire fino in fondo. Mi è difficile anche spiegarlo qui, a parole. Sarebbe come spiegare perché l'avvocato Agnelli andava da Torino a Sestriere con la Prisma o, ancora "peggio" (ma non per me), con la Panda, spesso guidando personalmente. L'esempio calza alla perfezione: understatement. Uno dei pochi casi in cui l'inglese supera l'italiano. Forse perché, ma probabilmente è solo è uno stereotipo, l'atteggiamento in questione è tradizionalmente inglese. Understatement. In italiano la parola - mi spiace dirlo - non c'è. La roba che ci si avvicina di più è "dissimulazione", ma a pensarci bene non c'azzecca poi molto. A parole, comunque, è difficile. Lo devi sentire "a pelle". E' una cosa rara, sicuramente condivisibile, anche se difficilmente "insegnabile". Per fare un riferimento alla storia BF, è una cosa che sento di condividere con Piero Galli e con Christian Ryder, e che ho tentato (assolutamente invano) di far capire al direttore Giulio durante la lavorazione di "Idiozia e sogno", al prezzo di grandi sfuriate. Diversità di vedute che tutto sommato ci stanno, quando ci sono di mezzo i sogni...

lunedì 7 febbraio 2011

Da Canon 550D a Final Cut Pro

Ciao a tutti.
Mi sono recentemente regalato la "Videoreflex" Canon 550d, che in realtà ho acquistato più per le sue qualità fotografiche che per la possibiltà di realizzare video in Full HD (1080p 25fps, interessante anche la modalità 720 50p).
Ho comunque testato (con poca soddisfazione, per ora; non sopporto i problemi legati al rolling shutter dei sensori CMOS "vecchia maniera"... e so che non c'è nulla da fare) anche la modalità video.

Per editare i video realizzati con questa (comunque ottima) macchina con Final Cut Pro di Apple si hanno tre opzioni principali:

1- Copiare "brutalmente" i files dalla camera al vostro HD, importarli in Final Cut Pro ed editarli in una sequenza H.264. Opzione assolutamente da evitare, in quanto è sempre meglio (a mio avviso) non editare "nativamente" filmati compressi con codec interframe. Procedura sconsigliata.

2- Copiare "brutalmente" i files dalla camera al vostro HD, convertirli con un software di terze parti (ad esempio il celebre - e gratuito - Mpeg StreamClip) in un formato più gestibile da Final Cut Pro (ad esempio una delle varie declinazioni del codec Apple Pro Res), e infine importarlo nel software. Procedura efficace ma un po' macchinosa.

3- Importare i files già convertiti con la funzione Log and Transfer di Final Cut Pro, avendo così la possibilità di selezionare le parti dei files che più interessano, deselezionare o meno le tracce audio, ecc... Procedura comoda e consigliata, ma...
... purtroppo Final Cut Pro non riconosce direttamente la Canon 550D; è dunque indispensabile installare il plug-in di Canon EOS Movie Plugin-E1, che trovate a questo link:
http://www.usa.canon.com/cusa/consumer/products/cameras/slr_cameras/eos_5d_mark_ii
Per scaricarlo è necessario cliccare su "Driver and software" e successivamente selezionare "Mac OsX" in "Choose Operating System".
Questo plug-in, ahinoi, funziona solamente con le reflex EOS 1D MarkIV, 5D MarkII, 7D e 60D; per fare in modo che funzioni anche con la 550D (conosciuta anche come Rebel T2i - nome con cui è venduta negli Stati Uniti) è necessaria una piccola modifica al plug-in.

E' tutto illustrato (con tanto di filmato esplicativo) anche in questo post dell'ottimo sito thebuibrothers.com, che vi consiglio di visitare, anche se c'è una piccola differenza dovuta al fatto che, come già accennato, negli Stati Uniti la 550D è chiamata REBEL T2i.

Una volta scaricato e installato il plug-in Canon (sembrerebbe richiedere Mac Os 10.6 Snow Leopard ma sulla su cui l'ho provato - un iMac Core2Duo - è installato Mac Os 10.5 Leopard e funziona lo stesso), cercate il file cameras.plist (lo trovate nel percorso Libreria - Application Support - ProApps - MIO - RAD - Plugins - CanonE1.RADPlug - Contents - Resources) e apritelo con un editor di file di testo. NON usate il classico TextEdit di Apple, perché sembra non funzionare (per motivi che ignoro). Potete per esempio utilizzare il gratuito TextWrangler.

Il file vi si presenta in questo modo:
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!DOCTYPE plist PUBLIC "-//Apple//DTD PLIST 1.0//EN" "http://www.apple.com/DTDs/PropertyList-1.0.dtd">
<plist version="1.0">
<dict>
<key>60D</key>
<array>
<string>Canon EOS 60D</string>
</array>
<key>1D</key>
<array>
<string>Canon EOS-1D Mark IV</string>
</array>
<key>5D</key>
<array>
<string>Canon EOS 5D Mark II</string>
</array>
<key>7D</key>
<array>
<string>Canon EOS 7D</string>
</dict>
</plist>

E' visibile a occhio nudo che la 550D non sembra essere contemplata. Per risolvere il problema vi basta aggiungere in coda al file, prima delle stringhe finali , il seguente testo:
<key>550D</key>
<array>
<string>Canon EOS 550D</string>
</array>

Il file corretto si presenterà dunque in questo modo (in grassetto la parte che avete aggiunto):
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!DOCTYPE plist PUBLIC "-//Apple//DTD PLIST 1.0//EN" "http://www.apple.com/DTDs/PropertyList-1.0.dtd">
<plist version="1.0">
<dict>
<key>60D</key>
<array>
<string>Canon EOS 60D</string>
</array>
<key>1D</key>
<array>
<string>Canon EOS-1D Mark IV</string>
</array>
<key>5D</key>
<array>
<string>Canon EOS 5D Mark II</string>
</array>
<key>7D</key>
<array>
<string>Canon EOS 7D</string>
</array>
<key>550D</key>
<array>
<string>Canon EOS 550D</string>
</array>
</dict>
</plist>

Fatto questo, salvate il file.
Successivamente, inserite la card SD con i vostri filmati in un lettore di schede e collegatelo al vostro Mac (oppure inserite la card nello slot per schede SD incorporato nel vostro Mac, se ne è provvisto), avviate Final Cut Pro e aprite Log and Transfer dal menù file.
Dopo aver cliccato sull'iconcina "Add Volume", in alto a sinistra, selezionate la vostra scheda SD e... il gioco è fatto.

Non sono riuscito a far "vedere" la 550d come "drive" collegandola direttamente al computer con la porta USB. Forse, semplicemente, non si può, oppure. Meglio usare, dunque, un lettore di schede.

La mia fonte per questo breve "how to" è stata, come già accennato, principalmente questo post del sito thebuibrothers.com; per maggiori informazioni, dunque, vi rimando a tale post, anche se la procedura ivi descritta funziona solamente con la versione americana della 550D.

martedì 25 gennaio 2011

Sogni sfocati...

"Mi fermavo a ogni passo; mi mettevo prima alla lontana, poi sempre più da vicino a girare attorno a ogni sassolino che incontravo, e mi meravigliavo assai che gli altri potessero passarmi avanti senza fare alcun caso di quel sassolino che per me intanto aveva assunto le proporzioni d’una montagna insormontabile, anzi d’un mondo in cui avrei potuto senz’altro domiciliarmi.
Ero rimasto così, fermo ai primi passi di tante vie, con lo spirito pieno di mondi, o di sassolini, che fa lo stesso. Ma non mi pareva affatto che quelli che m’erano passati avanti e avevano percorso tutta la via, ne sapessero in sostanza più di me. M’erano passati avanti, non si mette in dubbio, e tutti braveggiando come tanti cavallini; ma poi, in fondo alla via, avevano trovato un carro: il loro carro; vi erano stati attaccati con molta pazienza, e ora se lo tiravano dietro. Non tiravo nessun carro, io; e non avevo perciò nè briglie nè paraocchi; vedevo certamente più di loro; ma andare, non sapevo dove andare". (Luigi Pirandello)

A presto. Forse.

mercoledì 28 aprile 2010

Il gallo di Ramperto - 1

Non è da considerarsi un prodotto BF a tutti gli effetti, ma dato che, tra gli altri, ci stiamo lavorando (da più di un anno ormai...) sia il sottoscritto che Silvia Cascio, (senza dimenticare il grandissimo Sin Conn, che ha dato un preziosissimo contributo) mi sembra giusto parlarne anche qui...
Anzi, bando alle ciance per ora; vi faccio vedere soltanto il trailer, nella stessa versione proiettata il 18 aprile al teatro S. Afra di Brescia in occasione della serata conclusiva dell'undicesima edizione del Festival Intercomunale di Cinema Amatoriale (che prevedeva, tra l'altro, un ospite d'onore del calibro di Enzo G. Castellari, che ha però presenziare soltanto "telefonicamente" in quanto impossibilitato a raggiungere Brescia a causa del blocco degli aerei).

lunedì 26 aprile 2010

Il Jazz su... Mondo Jazz

Non capita tutti i giorni (soprattutto a me) di essere citati e "linkati" in siti o blog importanti come MondoJazz, tra l'altro con parole parecchio lusinghiere:

Spesso la rete offre brevi video folgoranti e di grande interesse. Ultimamente mi è piaciuto molto questo singolare concept movie, semplice nella storia, complicato nella realizzazione (vedi blog dell'autore) ma garbato e intrigante. Il video è stato proiettato a Brescia in Piazza della Loggia durante l'edizione 2008 del festival musicale Le Dieci Giornate.

E c'è pure il commento di un utente (sarà contenta la mia amica Canotta Zattera):
Un elogio dell'improvvisazione? simpatico ..e caruccia anche la tipa :)


Si tratta, come avrete intuito, della versione cartoonizzata de Il Jazz - L'interpretazione Creativa, di cui ho già esaurientemente parlato in questo post.
Che dire... non posso far altro che restituire il favore e invitarvi a visitare MondoJazz, uno dei più interessanti e completi blog italiani a tema jazzistico.

sabato 9 gennaio 2010

"Il jazz. L'interpretazione creativa" - 2

Ecco a voi la versione "cartoonizzata" del cortometraggio "Il jazz...", di cui vi avevo già esaurientemente parlato.



L'ho realizzata con un plug-in gratuito (per Final Cut, After Effects, Motion e altri programmi - Windows e Mac Intel) della NewBlue effects, di nome Cartoonr.
Avevo già provato anni fa ad ottenere un effetto del genere (manipolando ogni fotogramma con Photosop e Illustrator, con scarso successo), fulminato dagli incredibili risultati ottenuti con la tecnica del Rotoscoping nel film Walking Life di Richard Linklater. Ci sarebbe molto da dire sull'argomento... vi basti sapere che questo film fu girato con una camera Mini-Dv da poche migliaia di dollari e montato con un altrettanto economico Mac. La differenza stava nel software: lo straordinario ROTOSHOP di Bob Sabiston. Il software NON è in vendita, né è possibile scaricarne una versione di prova. Mi sembrava di aver letto da qualche parte, anni fa, che all'inizio venisse distribuito come freeware, ma poi fu ritirato dallo stesso Sabiston (ma la memoria talvolta gioca brutti scherzi e chissà se la fonte era attendibile...). Vi consiglio, comunque, di visitarne il sito ufficiale (dove potrete rendervi conto delle sue straordinarie potenzialità) e di visionare questa clip del 2001, dove Sabiston mostra il software in azione.


Linklater ripropongono la stessa tecnica, ulteriormente perfezionata, nel successivo A Scanner Darkly - Un oscuro scrutare (tratto dall'omonimo romanzo di Philiph K. Dick e girato con una semplicissima Panasonic DVX-100!), che si può vantare di una "vera" produzione (Warner) e di un budget di quasi 9 milioni di dollari, sufficiente per ingaggiare attori del calibro di Keanu Reeves, Winona Ryder e Robert Downey Jr. Il film merita certamente di essere visto, se non altro per la straordinaria tecnica di "animazione".


venerdì 8 gennaio 2010

Bit Tourism Award 2010

Bentornati e buon anno!
Con un frammento di un mio filmino delle vacanze sto partecipando al "Bit Channel Tourism Award", concorso per video, fotografie e diari di viaggio proposto dalla BIT (Borsa Internazionale del Turismo), che si terrà a Milano dal 18 al 21 febbraio 2010.
Se volete visualizzare e votare il filmato (purtroppo la procedura è un po' "macchinosa" perché è necessario iscriversi), visitate questa pagina.

venerdì 4 dicembre 2009

La BF alla fiera "Famiglia in Festa"

Salve a tutti!
Vi comunico che da sabato 5 dicembre a domenica 13 dicembre 2009 saremo "ospiti" dello stand dell'associazione culturale "Nuova Impronta" presso la fiera Famiglia in Festa di Brescia, dove gli attori dello spettacolo "Chi non ha paura della fine" (cui partecipa anche la BF per la parte "filmica") intratterano il pubblico con giochi e sketch.
Saranno inoltre in preventita presso lo stand i biglietti per la seconda replica dello spettacolo, che si terrà il 13 dicembre presso il Teatro Santa Giulia di Brescia.
Vi aspettiamo numerosi!

La manifestazione avrà luogo presso il polo fieristico Brixia Expo, a due passi dall'uscita di Brescia Ovest dell'autostrada A4, e facilmente raggiungibile per mezzo delle tangenziali sud e ovest.

lunedì 30 novembre 2009

"Chi non ha paura della fine" - 3

Ciao a tutti. Per farmi perdonare delle diverse settimane di silenzio vi regalo il teaser trailer di "Chi non ha paura della fine". Prossime date del "musical-filmico-teatrale" di Matteo Treccani (filmati diretti del sottoscritto e musiche di Claudio Smussi): 5 dicembre presso la Fiera Brixia Expo (ovviamente a Brescia, zona A4-Brescia Ovest) e 13 dicembre presso il Teatro Santa Giulia (sempre a Brescia, villaggio Prealpino).
Buona visione.


domenica 8 novembre 2009

"Chi non ha paura della fine" - 2

Bilancio della rappresentazione di sabato?
Tutto sommato positivo, lo spettacolo è "filato via" abbastanza liscio; i video (nonostante alcuni disguidi tecnici durante le proiezioni, di cui mi rammarico non poco) altrettanto. Per come si era messa la giornata, tra l'altro (problemi tecnici di tutti i tipi, che non sto a elencare per non annoiarvi), è quasi un miracolo se alla fine il cortometraggio siamo riusciti a proiettarlo; c'è stato un momento in cui veramente ho pensato di "eclissarmi", di "scomparire", lasciando il povero Matteo Treccani nella disperazione, ma poi mi è venuta in aiuto Silvia Cascio, il cui veloce portatile mi ha permesso di creare a tempo record un file di formato buono per la proiezione.

In attesa di parlarvi approfonditamente del cortometraggio (che per il gran lavoro fatto in sede di produzione, ripresa e post-produzione merita diversi post), vi sottopongo il bell'articolo scritto dal giornalista Simone Tonelli (che era presente in sala) e pubblicato sul Giornale di Brescia martedì scorso. Fin troppo lusinghiere le parole dedicate al cortometraggio...

A presto!

sabato 31 ottobre 2009

"Chi non ha paura della fine" - 1

Salve a tutti!
Vi segnalo, con grave ritardo, che stasera alle ore 20.45 presso il Teatro Santa Giulia di Brescia, si terrà lo spettacolo-musical "Chi non ha paura della fine" di Matteo Treccani, al cui interno verrà proiettato un mio cortometraggio di circa 15 minuti (produzione-aiuto regia di Silvia Albertini e musiche di Claudio Smussi).
Ovviamente siete tutti invitati e benvenuti.

Il teatro di trova presso il Villaggio Prealpino di Brescia (via Quinta; si accede da via Triumplina).


Visualizzazione ingrandita della mappa

L'ingresso costa 7 euro (5 euro se lo "prenotate" contattando la produzione, ma affrettatevi perché c'è pochissimo tempo).

Per maggiori informazioni:
http://www.lanuovaimpronta.net/

lunedì 19 ottobre 2009

Buon compleanno! (al Blog e a Drillers!)

Mi sono accorto che pochi giorni fa questo blog ha compiuto un anno! Che dire... grazie a coloro che lo alimentano e lo sostengono con gli interventi e le visite (poche ma buone).

Al primo anniversario del blog corrisponde anche un altro anniversario (di cui mi ero totalmente scordato): quello di Drillers - Smartellatori, l'unico lungometraggio della produzione BF (53 minuti di durata), che fu completato nell'estate del 1999, dopo la solita, tribolatissima lavorazione.
Sceneggiatura dei collaudati Sin Conn e Bud Baedogno (partorita sui banchi del liceo durante le interrogazioni di latino o inglese); interpretazione della mitica coppia DelSintagma/Conn (che grazie a questo film ragiungerà l'apice della sua popolarità); riprese effettuate in digitale con la splendida Panasonic NV-DX100 a 3ccd (che non c'entra nulla con la più recente DVX100).
L'inseguimento tra i protagonisti Cassiodoro e Teopompo e i perfidi poliziotti cap. Marino Marini (Marino M.) e comm. Salvatore Colosimo (Francesco B.) è una delle scene più divertenti del film. Di Sin Conn l'idea di utilizzare frutta e verdura come armi di difesa...



Qualche curiosità:

- nella scena dell'inseguimento (e in una scena precedente) compare il fratello di Sin Conn, Jim Conn; in entrambi i casi il comm. Colosimo gli "confisca" un mezzo di trasporto;

- la scena dei titoli di testa del film è una delle primissime clip della storia BF montata al computer (con la storica scheda AV-Master della Fast);

- il restante 99% del montaggio del film è eseguito in analogico, senza alcun tipo di mixer o centraline, su nastri S-VHS;

- l'audio è invece editato in digitale (con il software WaveLab della Steinberg) e poi risincronizzato con il video al momento della registrazione del master (anch'esso in S-VHS): un processo innovativo che garantisce, con la minima spesa, una qualità di missaggio semiprofessionale;

- a missaggio effettuato, l'audio viene sottoposto ad un'elaborazione pseudo-multicanale definita BedoSorround (in pratica il canale sinistro del segnale Stereo viene utilizzato per dialoghi e musica, mentre il destro viene dedicato agli effetti; l'unico problema è che lo spettatore, per una visione ottimale, è costretto a posizionarsi a metà strada tra i due diffusori, orientandoli verso di sè);

- le musiche di Drillers - Smartellatori (canzoni a parte) sono state composte dal sottoscritto;

- il film viene proiettato in prima visione al Liceo Scientifico di Rovato nel giugno 1999 (con un sistema di diffusori audio BedoSorround compatibili), ottenendo apprezzamenti unanimi e garantendo alla BF una popolarità insperata;

- nel 2003 Giulio Nicolis monta un interessantissimo backstage delle riprese di Drillers - Smartellatori (sfruttando appieno gli archivi BF), incluso nella versione definitiva del DVD del film.

lunedì 12 ottobre 2009

"Impressiones videographicae non manent"

Avevo già anticipato qualcosa sulla videoinstallazione che ho esposto durante la "Notte bianca". L'ho intitolata provocatoriamente "Impressiones videographicae non manent" (il corrispettivo "video", al negativo, di "scripta manent" - se lo legge la mia prof. di latino, oltre a bocciarmi, mi dà una mano di botte), una riflessione sulla fragilità e sulla scarsa affidabilità dei supporti video (in particolare di quelli più moderni). Dividendo lo schermo in tre parti, ho cercato di ricostruire gli effetti "distruttivi" che una cattiva conservazione può causare su supporti video "domestici" (rispettivamente la pellicola Super8 -anni '70 '80-, il nastro VHS -anni '80 '90- e il disco dvd-video -anni 2000). A fianco del filmato, proiettato su un muro bianco, ho collocato una bacheca che illustrava la storia di questi tre importanti formati, cercando di evidenziare quanto la loro "modernità" tecnologica sia inversamente proporzionale all'affidabilità e alla facilità di conservazione.

Potrei dilungarmi nella spiegazione, ma credo sia più semplice mostrarvi un frammento del filmato.
Colgo l'occasione per ringraziare Christian Ryder, collaboratore della BF già dal 2003, che oltre ad essersi prestato come attore per questo filmato, ne ha anche firmato la splendida "colonna sonora" (si tratta della Title Track del nuovo album dei Tour de Force, Colours in Life).
Buona visione e... buon ascolto.


Notte bianca a Brescia - 3

Incredibile successo di pubblico per la Notte bianca di Brescia del 3 ottobre, e in particolare per la mostra GAC "La vita moderna" (ospitata da Palazzo Martinengo), che ha visto un'affluenza di visitatori quasi da primato. Basti pensare che all'una e mezza di notte la gente veniva ancora fatta entrare a scaglioni per non intasare le sale del palazzo, e che l'uscita di piazza del Foro (anche a causa degli spettacoli in corso) era praticamente tappata...
Grazie a coloro che, con la loro presenza, hanno impreziosito questa serata, ed in particolare alle vecchie glorie BF che sono venute a trovarmi; fa sempre piacere.
Allego un paio di fotografie, scusandomi per la pessima qualità.

La sala che ospitava la mia videoinstallazione
(per motivi impiantistico-ignoti è stato impossibile spegnere completamente le luci).



La folla nel giardino di Palazzo Martinengo (la foto non dà l'idea della reale affluenza).


La sala con i quadri di Francesco Crespi (che ad un certo punto della serata ha riempito
la sala di teli, pennelli e vernici ed esposto un cartello con scritto:
"Cercasi xsona stanca che si riposi un po', da ritrarre. Circa 30 minuti del barbiere".

mercoledì 30 settembre 2009

Notte Bianca a Brescia - 2

Rinnovandovi l'invito per la serata (e nottata) del 3 ottobre, riporto il comunicato del comune di Brescia relativo alla "Notte Bianca". Vi aspetto!

La Notte Bianca dell’Arte e della Cultura 2009
Fa’ che non sia sublime l’opera in sé ma che lo diventi attraverso il tuo sguardo emozionato e ricco di stupore

Notte Bianca: notte di rumori, di luci e di colori, notte di bellezza, di arte e di passioni, notte di cultura e di spettacolo, notte di vita e di esperienze
Notte Bianca: notte di rumori, di luci e di colori, notte di bellezza, di arte e di passioni, notte di cultura e di spettacolo, notte di vita e di esperienze da condividere con gli amici e con il prossimo che in questa notte ci tende la mano, in un interscambio continuo che vuole far dialogare generazioni, nazionalità e punti di vista, per un confronto che sappia far crescere.

Notte Bianca: una notte internazionale, che collega Brescia – unica città italiana, e unica città europea non capitale di stato – a Parigi, Bruxelles, Amsterdam, Madrid, Riga, La Valletta, Tel Aviv, Lisbona, Toronto e Miami.

Notte Bianca: una notte il cui filo conduttore si snoda attorno alle diverse forme dell’arte, in un percorso che attraversa la città, i suoi monumenti e le sue piazze, e che spazia dall’arte antica a quella medievale, da quella moderna a quella contemporanea, all’insegna di una contaminazione culturale assoluta e profondissima, per rileggere il volto di Brescia in modo nuovo e sorprendente.

Notte Bianca: una notte che viaggia sui quattro temi della luce, del tempo, della parola e della vita moderna, a creare quattro zone distinte in un passaggio continuo di sensazioni e impressioni, di suoni e di colori, attraverso i luoghi dell’arte e della storia bresciana.

Per approfondimenti consultate il sito: www.nottebiancabrescia.it

(fonte: www.comune.brescia.it)

domenica 27 settembre 2009

Gruppo GAC alla Notte Bianca di Brescia

Vi segnalo (un po' in ritardo, per la verità) che sabato 3 ottobre, durante la "Notte bianca" di Brescia si terrà un'esposizione del gruppo di pseudo-artisti GAC (di cui immodestamente faccio parte, e dunque parteciperò pure io) presso Palazzo Martinengo (storica sede delle mostre bresciane, di fronte al tempio capitolino di via Musei).

Ad essere sincero non so ancora, precisamente, che cosa esporrò.
Se avrò il tempo di dedicarmici proporrò una video-riflessione sull'"immaterialità dei ricordi nel mondo contemporaneo"... Solito tema astruso del Baedogno post-periodo deficioso, penserete? No, niente di tutto ciò... vi spiego tutto con una battuta (sacrosanta) di Beppe Grillo: "Un libro di Leonardo lo si legge benissimo ancora oggi, un file conservato su una cartuccia dei primi anni '90 è diventato illeggibile perché non esiste più il drive per decodificarlo". La mia intenzione sarebbe quella di estendere questo discorso alla fotografia e al video (un tempo conservavamo negativi, stampe positive e nastri; oggi salviamo su hard disk, cd-rom o dvd- rom, tutte tecnologie di comprovata inaffidabilità). Vorrei tradurre in video il concetto in base al quale i nostri ricordi (la nostra vita?), al tempo attuale, sono affidati non più a supporti analogici (sensibili), ma a labili, immateriali sequenze di bit, indecifrabili senza la giusta interfaccia. (Interfaccia... altro termine su cui sarebbe il caso di riflettere...).

Un hard-disk nelle sue varie componenti

Ok, bando alle ciance.
La mostra verrà inaugurata alle 19.30 presso la caffetteria di Palazzo Martinengo, e rimarrà aperta fino alle 2 di notte. Tutta la città pullulerà di eventi e manifestazioni culturali (più o meno) interessanti. Piazza del Foro, attigua al Palazzo, ospiterà tra le altre cose, in tarda serata, anche un concerto di Maya e di Francesco Renga.
Per maggiori informazioni vi rimando al sito della Notte Bianca.
Mi raccomando, vi aspettiamo numerosi!

Il tempio Capitolino di Brescia (Piazza del Foro)

martedì 22 settembre 2009

Signalis de Fumos

Sabato pomeriggio sono riuscito a fare una "puntatina" al Milano Film Festival, per assistere alla proiezione di alcuni cortometraggi in concorso (quelli del gruppo F).
Solito piacevole fermento giovanile all'esterno del Piccolo Teatro di Milano, solito affollamento caotico all'interno. Un piccolo appunto: è molto fastidioso che le porte della sala vengano continuamente aperte durante la proiezione per far entrare gli spettatori in ritardo, e che le maschere seguitino ad accompagnarli al proprio posto continuando ad accendere e spegnere altrettanto fastidiose torcette bianche. Arrivano in ritardo: s'arrangino a trovarsi il posto, oppure si siedano nel primo posto libero, senza disturbare gli altri... Vabbè, soprassediamo.

Un fotogramma di Signalis (fonte: www.milanofilmfestival.it)

Cortometraggi visti:

Regila / On Leave
di Asaf Saban, Israele, 2009, 15'

Girato con mano sapiente, narra la storia del "ritorno a casa dalla guerra" di un giovane soldato, la cui famiglia non riesce ad interpretare il comportamento apparentemente distaccato. Il finale è spiazzante e "fastidioso", ma efficace. Com'è efficace il tentativo del trentenne regista israeliano di rivisitare "The myth of coming home, especially from a war zone", evitando i cliches del genere.
Voto: 8


Corredores de verano / Summer Runners
di Ana Guevara e Leticia Jorge, Uruguay, 2008, 14'

Storiella estiva di giochi proto-amorosi tra ragazzini di periferia. Sinceramente non c'ho trovato nulla di interessante; se non la riuscita ambientazione suburbana (anche la copia utilizzata per la proiezione, probabilmente di origine analogica, non aiutava certo ad apprezzarne la fotografia).
Voto: 5


Signalis
di Adrian Flückiger, Svizzera, 2008, 5'

Divertentissimo filmetto d'animazione girato in stop motion (con oggetti di plastilina) da un mio coetaneo svizzero. La storia è quella di un topolino che vive in una casa a tre piani, la cui vità è scandita dal noioso lavoro di accendere e spegnere luci rosse, gialle e verdi (la ripetitività dell'operazione s'interrompe soltanto nelle ore notturne, quando è la sola luce gialla ad essere in funzione, comandata da un automatismo intermittente, e il topolino può finalmente riposarsi). Sì, avete capito bene: il topolino vive all'interno di un semaforo, ed è responsabile in "prima persona" dell'accensione e dello spegnimento delle luci.
Un bel giorno, però, qualcosa va storto: il topolino (in seguito ad una serie di eventi fortuiti) dimentica acceso il "verde" e scatena un incidente che provoca la rottura del vetro del semaforo. Ma ciò gli consente di evadere dalla sua prigione quotidiana, scoprendo un modo tutto nuovo.
Geniale.
Voto: 8,5


Unknown Unknown(s)
di Mark Boswell, USA, 2009, 13'

Confuso "divertissement" sul tema dell'ecosostenibilità, pieno zeppo di omaggi al noir classico americano (con alcuni spezzoni di film hollywoodiani che vengono proposti con sottotitoli ironicamente "attualizzati") e alla nouvelle vague francese (con un sosia di Jean Paul Belmondo che vaga per un mondo virato in blu).
Sinceramente l'ho capito solo in parte: c'è troppa carne al fuoco perché sia realmente fruibile (soprattutto dallo spettatore medio). Però il montaggio è veramente, veramente, veramente interessante.
Voto: 7


Das Mädchen mit den gelben Strümpfen / The Girl with the Yellow Stockings
di Grzegorz Muskala, Germania, 2008, 6'

Storiella alla "cane e gatto" tra un ragazzo che chiede ripetutamente ad una ragazza di sposarla. E lei sembra provare un piacere sadico nel dirgli di no, per poi rivolgersi a lui dicendo "Chiedimelo ancora".
Bah... che dire... ben girato, buoni dialoghi, piacevole a vedersi. Forse piacerà alle ragazze. A me non ha lasciato nulla.
Voto: 4,5


Un'altra volta
di Piero Messina, Italia, 2008, 9'

Storia di due anziani che hanno deciso di stare insieme (senza, però, convivere) e si ritrovano quotidianamente al centro diurno del loro quartiere.
Piccolo particolare: non è un cortometraggio. Semmai è un documentario; però è girato coi piedi, senza la minima cura per nulla. E' un po' triste trovarsi 'sta roba in un festival internazionale, soprattutto per chi (magari) s'è fatto il sederino per mesi (tipo il regista di Signalis) per confezionare un prodotto tecnicamente valido.
Nonostante ciò, la visione è piacevole.
Voto: 6


Bilancio della proiezione: tutto sommato ne valeva la pena, anche se l'unico cortometraggio di cui parlerò in giro sarà sicuramente Signalis.