Dopo qualche giorno di silenzio, pubblico la testimonianza di Edward Platt, attore in alcuni tra i primi film BF di successo, come Il ritorno di Supercar, Euak e Uak, I tre del ciclostile e Drillers - smartellatori, nonché supporter morale (e non solo: molte scene dei primi lavori le si girarono a casa sua) negli anni più travagliati della produzione.
Ci siamo un po' persi di vista, negli ultimi tempi, a causa dei diversi impegni lavorativi... proprio per questo condividere con voi le sue parole, particolarmente vivide e ricche di riferimenti ai tempi passati, mi fa particolarmente piacere.
"...tu...tu...tu...
Pronto?
Sì, salve signora, sono Edo. C'è Vittorio?
Sì, te lo chiamo subito(e in qualche altra casa avrebbero detto “Giuseppeeeeeeeeeee!")
Ciao Santo Beda? Come va?
Cià. Bene
Cosa fai oggi?
Mah, non so?
Vengo da te? Facciamo mate e latino?
Ok, ti aspetto"
Pronto?
Sì, salve signora, sono Edo. C'è Vittorio?
Sì, te lo chiamo subito(e in qualche altra casa avrebbero detto “Giuseppeeeeeeeeeee!")
Ciao Santo Beda? Come va?
Cià. Bene
Cosa fai oggi?
Mah, non so?
Vengo da te? Facciamo mate e latino?
Ok, ti aspetto"
Questo era il solito ritornello per organizzare i nostri pomeriggi in una era senza telefonini.
E così mi presentavo in bicicletta a casa tua, verso le 14.00.
Per molti, molti pomeriggi della nostra adolescenza.
Tante volte si univano a noi Joseph e Sin Conn.
I compiti sì, li facevamo e anche abbastanza in fretta. Ma di quello non mi ricordo nulla.
Il bello arrivava dopo.
In quei tempi la Baedogno Films era un'entità indefinita ("anni caotici, strampalati e costellati di strani personaggi" - l'azeccatissima immagine coniata da Silvia Cascio in un post precedente è ormai divenuta fonte di citazioni, ndr-), non strutturata. Era il momento delle fantasie, delle sciocchezze, delle fantasticherie. E noi eravamo quei personaggi strampalati.
Ragazzini che si divertivano giocando a Monkey Island (senz'ombra di dubbio uno dei videogiochi più belli mai realizzati, ma non c'è bisogno che lo ricordi io... però mi riservo di scriverne, ndr) e a Atlantide di Indiana Jones (uno dei preferiti di Sin Conn). Che poi avrebbero fatto diventare dei miti i loro alter ego a Sensible Soccer (oddio, che ricordi... e quante parolacce per farlo girare decentemente sul mio 386... bisognava avviare da floppy disabilitando tutto ciò che occupava ram e non serviva al gioco... ndr).
Credendo di fare gol incredibili (e pericolosi, ricordi Joseph?) nel retro della tua casa.
Cose normali?
Sì, ma animate e collegate dalla tua amante: la videocamera.
Ed è grazie a quella passione che noi potevamo divertirci in modo privilegiato.
Le nostre più autentiche follie diventavano un "prodotto" il più delle volte improvvisato.
Così ci contagiavano i tuoi idoli: la tua cinquecento, Stanlio e Ollio, Indiana Jones, 007… era il nostro patrimonio.
I nostri sogni diventavano reali, la proiezione delle nostre fantasie. Infantili, ma pur sempre NOSTRE FANTASIE.
Per me la Baedogno Films non era altro che questo, la più libera, spontanea ed esagerata espressione dei nostri pensieri. E in quegli anni i nostri pensieri erano caotici (probabilmente offuscati dai videosaluti di Mario di Super TV).
Poi fortunatamente siamo cresciuti e tu diventavi sempre più bravo.
Le occasioni per vedersi sempre più rare, ma comunque non mi sono mai fatto mancare i tuoi nuovi lavori, diciamo da “adulto”.
E anche se ho perso il contatto con il background che dà vita ai tuoi ultimi film, quando li guardo mi sembra sempre di intravedere che qualcosa non è cambiato: la passione; una passione che ricordo era talmente piena da essere contagiosa.
La Baedogno Films per me era questo.
L’angolo dei pomeriggi estrosi.
Il mio amico Bedo, che ci faceva sognare. Anzi con cui sognavamo tutti insieme.
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