Inauguro la pagina degli "interventi esterni" (che brutta definizione...) pubblicando uno scritto del mio amico Christian Ryder, collaboratore "storico" della BF, che, tra le altre cose, nel 2004 mi "regalò" alcuni frammenti dei suoi pezzi per completare la colonna sonora de "I due lati della cosa". Mi ero riservato di parlare di questo mediometraggio più avanti, magari dopo averne pubblicato su youtube almeno il trailer; ma la mail di Christian, che è associata a questo lavoro, ma solo in parte, mi ha fatto cambiare idea.
E' opportuna, però, una breve premessa.
Il 2 dicembre 2004 abbiamo avuto il piacere (diciamo pure l'onore - non so quante altre volte mi/ci capiterà una cosa del genere) di presentare un mediometraggio, in questo caso "I due lati della cosa", all'interno della Multisala King di Lonato (Bs) in una "vera" sala cinematografica da 450 posti, tra l'altro gremita fino all'orlo. Pochi sanno che il film fu realizzato "su commissione", nel senso che mi misi a pensarlo, a scriverlo e a girarlo perché l'amico Matteo Saradini mi chiese di realizzare qualcosa di breve e leggero, che stemperasse gli animi, per fare da traino al suo atteso lungometraggio "Brescia uccide" (film su cui mi riservo di tornare), che veniva presentato proprio il 2 dicembre.
Christian ha pensato di "passare in moviola" i ricordi offuscati di quella sera (ormai inesorabilmente, e un po' tristemente, lontana), di metterli per iscritto e di regalarceli. Gli sono riconoscente per questo (non ho nemmeno una fotografia di quell'evento), soprattutto perché credo di aver condiviso con lui, seppur per motivi diversi, la sensazione (la convinzione?) che quella serata abbia rappresentato per molti di noi un momento importante, un momento di cesura, di cambiamento, dal quale sarebbe iniziato qualcosa di diverso, non solo dal punto di vista universitario e professionale, ma anche... come dire... umano. Avete cinque minuti? Andate a riascoltarvi The end of the innocence di Don Henley (un capolavoro assoluto), e capirete meglio di che sensazione sto parlando. Non vado oltre per non togliere spazio alle parole di Christian.
Vi basti sapere che la Baedogno Films non si è ancora totalmente ripresa da quella serata. Quell'"in attesa di tempi migliori", che leggete nell'intestazione, ha forse avuto origine da lì.
Quello che ci accade rimane in qualche modo impresso, scolpito nel tempo, alla stessa maniera delle immagini che ci regala il cinema? Credo che la risposta sia no. Motivo per cui vorremmo tutti quanti lasciare un segno.
Questo è uno dei tanti.
Allora, è il 2 dicembre. Siamo nel 2004.
Ho lasciato Brescia, per sempre. Non potevo fare altrimenti. Qualcuno non ce l’ha fatta, se ne è innamorato, prenderà persino la residenza.
Ricordo che sono passato a prenderti, ma dove esattamente? Di certo sono partito all’ora in cui dovevo essere già arrivato sul posto per l’appuntamento.
Di quello che mi passa in mente mi risulta difficile passare in moviola e cucire i fotogrammi senza “disturbi” immaginifici (il che è come citare La veridicità del Ricordo), ma ci proverò. Siamo alla scena successiva. Però non si vede un granchè.
Nebbia, un inferno di nebbia. Di quella pericolosa. La sera della prima del nuovo film di Bedogna, "I due lati della cosa", ci perdiamo in una fitta marea di nebbia. Strade Perdute. “Funny How Secrets Travel…I’d start to believe…If I were to Bleed…”. A momenti guido con la testa fuori dal finestrino (no, quello era in The Blues Brothers). Autostrada A4, uscita Desenzano, direzione Castiglione delle Stiviere. Eccoci, Multisala King. Questa cittadina si chiama Lonato.
Non so come, ma ne veniamo fuori, dopo una serie di inversioni di marcia e stradine immerse nel nulla della campagna. Roba da finir secchi in un fosso. Ho l’impressione che fossimo esasperati, soprattutto tu.
Questa sera c’è anche l’atteso primo spettacolo di "Brescia Uccide" di Matteo Saradini, ma io (anzi, noi) siamo lì principalmente per Vittorio. Mi ha chiesto di inserire tre brevi sequenze di alcune mie canzoni nella colonna sonora del suo film. Una di queste doveva essere particolarmente insulsa e “da stronzi”.
Nonostante tutto siamo persino in anticipo. Parcheggiamo e restiamo a lungo in auto. Fuori fa freddo e c’è molta umidità. Ci guardiamo negli occhi, a volte, e parliamo poco.
Rifletterò a lungo sul fatto che quella sera diversi di noi avessero il cuore letteralmente diviso in due.
Eccolo Vittorio! Scendiamo dal’auto. Impeccabile, ci accoglie ringraziando timidamente, un po’ impacciato. Ha un’aria umile, che è in assoluto il miglior atteggiamento che potrebbe mai possedere un artista valido. (ci sono anche i pòer màrter, quelli che vanno soltanto cercando consensi).
Pian piano la nostra gente arriva, tutti eleganti e sorridenti come in una Premiere ad Hollywood. Toh guarda, c’è anche chi cerca consensi. Pacche sulle spalle, risate, tormentoni, qualche “Castelloooo” urlato a squarciagola e altro.
Finalmente la magia. Il film comincia. Una piccola favola, semplice quanto godibile e divertente (ricordo la scena di Scalì con gli stivaletti che fanno cik ciek cik ciek; Vittorio tempo dopo mi disse quanto era impazzito in post produzione per rendere perfetta la sonorizzazione, lagnandosi delle sfumatore di un lavoro minuzioso che i più probabilmente non avevano colto).
Passa la mia musica e la mia brevissima comparsata nella scena della palestra. In quel momento ti volti e mi sorridi. E’ come se mi avessi fatto un piccolo regalo.
Partecipiamo alla gioia del regista che si merita gli applausi della platea.
L'autore di questo testo è Christian Ryder, compositore, musicista, regista di cortometraggi e amico. Non perdete l'occasione per dare un'occhiata al myspace del suo gruppo, i TourDeForce, e al loro canale youtube.
giovedì 23 ottobre 2008
"I due lati della cosa" - 1
Etichette: christian ryder, i due lati della cosa
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